logo di dialetto viestano (foto scattata il 24/12/2004)

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Sento la mia ombra fra i muri scivolare.

Per oltre tre anni sono passato due volte al giorno lungo il marciapiede dove esplose l’auto bomba nei pressi del PAC di Via Palestro a Milano nel 1993. Trattandosi di una location molto rinomata in città, spesso ho dovuto affrontare assembramenti di giornalisti, modelle, VIP, paparazzi e affini, per raggiungere la fermata del metrò dal posto di lavoro. Era divertente assistere alla sorpresa, all’imbarazzo, allo sconcerto e spesso al panico di lor signori mentre sopraggiungeva un tipo dinoccolato preceduto dal bastone bianco. Più di una volta ho approfittato della situazione per assestare una buona bastonata su qualche preziosa caviglia…

Sulla rambla di Barcellona ci ho camminato intorno al 2004, come unica scorta meglio-vedente di una decina di più o meno orbetelli. La città è da tempo abituata ai disabili visivi che girano col bastone bianco; l’ONCE avendo l’esclusiva sulla vendita dei biglietti delle lotterie (non so se è ancora così), favorisce gli spostamenti e la socializzazione dei non vedenti.
Vista la personale e abituale abitudine di suddividere qualsiasi quantità di cibo fra i commensali presenti, in quell’occasione devo essere stato classificato come terrorista del frigorifero, così hanno pensato bene di non invitarmi più.

Due sicari arrivano in moto davanti a un locale di una via centrale di Vieste intorno alle quattordici di un caldo pomeriggio estivo; entrano, uccidono il proprietario e feriscono un altro presente a pistolettate, quindi s’allontanano sgommando tra lo sconcerto e il panico di turisti e passanti lungo la strada.
Quando sono a Vieste passo quasi quotidianamente nei paraggi…

Di sicuro sono passato anche nei pressi di luoghi dove ci sono state aggressioni all’arma bianca, anche se coltelli e simili sono meno rumorosi di autobombe e veicoli in altro modo aggressivi e meno facili e immediati da vedere per un disabile visivo.

Per il resto: “...rimango a farmi fischiare le orecchie fra questi alberghi lontani e devastati, in questi paesi poveri e salati; vivo con prudenza, come un buon mercante in un grande affare, più spesso come i topi sento la mia ombra fra i muri scivolare” (da Bella speranza – Macramè di I. Fossati)

(20/08/2017)

ultimo aggiornamento: 04/2021

e-mail: franco.frascolla(at)gmail.com

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